Critica Anna Soricaro

F A B I O M I L A N I

L’arte contemporanea è alquanto giovane ed in continua trasformazione, figurativa o astratta che sia e si manifesta in dissimili forme, certamente per mezzo del colore, ma anche del non – colore, esprimendo una realtà esterna ma anche interna. Attraverso la semplicità della bicromia e l’onnipresenza dell’argento il non colore) Fabio Milani si applica a non precipitare nel largo malinteso di confondere la semplificazione con la banalizzazione. L’arte di Milani ha l’obiettivo di far uscire lo spettatore dal quotidiano inoltrandolo in uno spazio dove, se fortunato, potrà rinvenire suggestioni inattese sulla vita e su se stesso. Dopo una ricerca ridondante nei toni e nelle disposizioni Milani cerca nuove possibilità comunicative e inizia ad usare diversi tipi di argento, come per rimpicciolire la presenza dei sentimenti soggettivi sulla tela che diventa basamento o matrice da improntare con leggerezza, ma anche luogo fisico dove le tracce possono essere generate con eleganza e sobrietà. In fondo a tutta la ricerca c’è in intrinseco linguaggio verbale: Milani dispone una vera e propria poesia sulla tela che si inquadra su di essa come un momento di vita particolareggiato. Una pittura controllata dove protagonista è lo spazio attorniato dalle diversità del non colore. Un linguaggio fermamente meditativo dove l’equilibrio l’artista lo rintraccia tra le forme blande centrali di colore e la libertà dell’argento. Non sono in gioco solo le abilità percettive, ma anche stimoli irrazionali ed impulsivi. Ha una natura contemplativa l’arte di Milani, essendo riuscito a riconsegnare alla pittura una delle basilari caratteristiche: risvegliare situazioni non terrene, nobilitate dal non colore e dalla luce.

 

D.ssa Anna Soricaro – Critico d’arte e curatrice.